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Oggi a me, domani a te


di Sissy_bella
09.08.2025    |    3.981    |    9 9.8
"“Cosa?” “Da domani voglio anch’io dei regali così, intesi?” “Certo, cara..."
E così, di punto in bianco, alla mia veneranda età, senza aver fatto niente per cercarlo, mi sono ritrovato vestito da donna, con un bel cazzo giovane e virile tutto per me e tutta la sera davanti per godermelo. E, per di più, con mia moglie che mi guardava con l’aria soddisfatta di chi pensa: “lo vedi, tesoro, che avevo ragione io?”
Avrei voluto dirle che sì, era questo quello che avevo sempre desiderato e tenuto nascosto dentro di me, gridarglielo quasi, ma adesso avevo un’altra urgenza.
Sono caduto in ginocchio davanti a quel cazzo meraviglioso, turgido e dritto come una spada e, senza più né remore né tentennamenti, mi ci sono avventato con una voglia famelica. Ho spalancato la bocca e ho cominciato a ciucciarlo. Con le mani ho stretto le chiappe del ragazzo che erano dure come quelle di una statua del Michelangelo e le tiravo a me per avere il cazzo sempre più dentro, sempre più in fondo alla gola. E mugolavo e rantolavo e colavo bava dagli angoli della bocca.
“Piano, piano” ha detto lui. “Così ti strozzi!”
Ho sentito Alessia che rideva e il ragazzo le ha chiesto:
“Signora, ma non ha insegnato a suo marito come si fa un bocchino?”
“Cosa vuoi farci, non c’è stato il tempo. Deve fare un po’ d’esperienza”.
“Ahi” ha strillato, “attento coi denti!”
Allora è intervenuta mia moglie, preziosa, che mi si è posizionata alle spalle e, prendendomi la testa, ha guidato i miei movimenti.
“Ecco, piano. Usa anche le mani, tesoro, così riprendi fiato. E fai colare un po’ di saliva sulla punta” mi ha detto.
Io obbedivo ed eseguivo e, piano piano, credo di aver trovato il giusto ritmo. Era una sensazione meravigliosa tenere quel palo di carne nella bocca e mia moglie che m’insegnava a usarlo.
“Bravo, e adesso guardalo negli occhi mentre gli fai il pompino” mi ha suggerito Ale.
Ho alzato lo sguardo sul ragazzo e mi è sembrato che stesse cominciando a piacergli il trattamento che, in tandem, gli stavamo facendo.
Dopo un po’ lei mi ha lasciato e io ho continuato da solo; ci stavo prendendo gusto e non volevo proprio che quel cazzo mi uscisse di bocca. Il piatto forte, però, doveva ancora venire: quello per ora era soltanto l’antipasto! Infatti, dopo una decina di minuti che mi slogavo la mascella a ciucciarlo, il ragazzo lo ha sfilato, mi ha tirato su e mi ha posizionato contro il tavolino basso che avevamo in salotto. Mi ha sollevato il culo e, togliendomi il perizoma ha chiesto a mia moglie di dargli della crema.
“Pronta!” ce l’aveva già in tasca, la porcella.
Il giovanotto l’ha presa e ho sentito una bella frescura all’interno mentre lui me la spalmava nel culo.
“Mettitene un bel po’ sul cazzo” gli ha detto mia moglie.
“Signora, non è la prima volta che inculo qualcuno, che crede?”
“Il fatto è che mio marito è vergine”.
“Non penso proprio, sa” ha detto il ragazzo che intanto rovistava con le dita. “Qualcosa l’ha già preso. Non di grosso, ma qualcosa sì”.
“Dì un po’” mi ha chiesto lei. “L’hai dato a qualcuno o ci hai infilato una zucchina?”
Mi sono sentito svergognato, ma in effetti qualcosa avevo fatto.
“La seconda che hai detto, cara”.
“La zucchina?”
“Sì. Però non l’ho mica cucinata poi”.
“Ragazzo” ha detto Ale rivolgendosi al bull. “Scopati a sangue questo frocetto! Voglio che gli spacchi il culo una volta per tutte!”
“Obbedisco” ha detto lui e ho sentito che me lo appoggiava e cominciava a spingere.
“Adesso ti faccio urlare, troietta. Voglio che i vicini sentano tutto!”
“Sì, sì!” ho detto allora io che morivo dalla voglia di essere inculato. E ho cacciato il primo urlo.
“Vedrai, tesoro” mi ha detto Ale. “Adesso strilli per il dolore, dopo saranno solo grida di piacere”.
“Oh, sì! Sì!”
E il ragazzo me lo ha infilato di botto: era davvero enorme e mi sembrava di scoppiare dall’interno, ma poi, come aveva detto Alessia, sono state solo onde di piacere a cui il mio cazzetto rispondeva gocciolando.
“Sta godendo, signora. Suo marito sta godendo!”
“Vedo, vedo”.
“Signora, faccia così, almeno godo anch’io”.
“Fare cosa?”
“Si metta davanti al frocetto e mi faccia vedere la sua fica”.
“Non era nei patti questo!”
“Sì però mi eccito di più così e suo marito se ne avvantaggia”.
“Ok” ha detto mia moglie. “Lo faccio solo per questo”.
Mi si è messa davanti, in piedi, si è tolta la gonna e le mutandine e ha allargato un po’ le gambe.
“Va bene così?”
“Mmmm” ha fatto il ragazzo e ho sentito ancora più forte le sue spinte nel culo. “Che meraviglia! Se la tocchi adesso!”
“Ma insomma!”
“Dai, tesoro, accontentalo” le ho detto io che sentivo il cazzo del ragazzo sempre più vigoroso.
“E va bene, ma lo faccio per te”.
Si è infilata due dita in fica e ha cominciato a muoverle. All’inizio lo faceva per forza, poi però deve averci preso gusto perché ha cominciato a tremare e a miagolare come se fosse in calore.
“Così!” ha urlato il ragazzo aumentando le spinte. “Così! Gli spacco il culo a tuo marito!”
Ale si titillava il clito e lui deve essersi accorto che la cosa le stava piacendo.
“Brava signora, non smetta. Voglio sentirla godere davanti a me!”
Mia moglie ha chiuso gli occhi e si è abbandonata completamente al piacere di masturbarsi davanti a noi. Io non credevo a quanto stava succedendo e, di sicuro, nemmeno il ragazzo visto che mi stava fottendo il culo come un disperato.
Alla fine io urlavo per il piacere di essere violato, mia moglie sbrodolava dalla fica e il bull, con un grido belluino, ha strillato:
“Vengo! Vengo!”
E io ho sentito come un mare dentro, un fiotto di sperma che sembrava che mi avessero pisciato all'interno. Il ragazzo non finiva più di venire e io con lui. Anche Ale si è presa la sua gioia, spruzzando dalla fica.
“Sto squirtando!” ha detto. “Sto godendo!”
Alla fine eravamo tutti e tre stremati ma appagati.
Poi lei mi ha preso le mani e me le ha strette.
“Ti amo tanto” ho balbettato io che tremavo ancora dal piacere.
“Anch’io, tesoro. Ma devo dirti una cosa” e ha guardato il ragazzo.
“Cosa?”
“Da domani voglio anch’io dei regali così, intesi?”
“Certo, cara. Mi sembra democratico”.
“Oh sì!” e intanto fissava il giovanotto con cupidigia. “Mooolto democratico”.
“Va bene cara, come vuoi tu” ho acconsentito io. “Del resto, come si dice? Oggi a me, domani a te!”






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